PROVERBI italiani

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Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:02 pm



A

A brigante, brigante e mezzo.
A buon cavaliere non manca lancia.
A buon cavallo non manca sella.
A buon cavallo non occorre dir trotta.
A buon intenditor poche parole.
A buon rendere.
A carnevale ogni scherzo vale.
A caval che corre, non abbisognano speroni.
A caval donato non si guarda in bocca.
A cavalier novizio, cavallo senza vizio.
A cavallo d'altri non si dice zoppo.
A cavallo di fuoco, uomo di paglia, a uomo di fuoco, cavallo di paglia.
A cavallo giovane, cavaliere vecchio.
A chi batte forte, si apron le porte.
A chi dai il dito, si prende anche il braccio.
A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni.
A chi non vuol credere sono inutili tutte le prove.
A chi non vuol far fatiche il terreno produce ortiche.
A chi poco non basta, niente basta.
A chi vive di rapina non c'è cosa che sia nociva.
A ciascuno l'arte sua, e le pecore ai lupi.
A ciascuno le proprie oche sembrano cigni.
A confessore, medico e avvocato non tener il ver celato.
A goccia a goccia si scava la roccia.
A mali estremi estremi rimedi.
A morire e a pagare c'è sempre tempo.
A muro basso ognuno ci si appoggia.
A ogni giorno la sua fatica.
A padre avaro figliuol prodigo.
A pagare e a morire c'è sempre tempo.
A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina.
A quel che si vede metà si crede, a quel che si sente si crede niente.
A rubar poco si va in galera a rubar tanto si fa carriera.
A San Benedetto la rondine sotto il tetto.
A tavola non si invecchia.
A tutto c'è rimedio fuorché alla morte.
A usanza nuova non correre.
A' voli alti e repentini, sogliono i precipizi esser vicini.
Accade in un'ora, quel che non avviene in mille anni.
Accetta mille consigli, ma il tuo portalo avanti.
Acqua cheta rompe i ponti.
Acqua passata non macina più.
Ad ogni uccello il suo nido è bello.
Ad ognuno la sua croce.
Agosto: moglie mia non ti conosco.
Ai macelli van più bovi che vitelli.
Aiutati che Dio ti aiuta.
Aiutati che il ciel t'aiuta.
Al can vecchio non dir mai va' a cuccia.
Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.
Al cuor non si comanda.
Al nemico che fugge ponti d'oro.
Al primo colpo non cade la quercia.
All'ultimo si contano le pecore.
Alla candelora dall'inverno semo fora, ma se piove o tira vento, dell'inverno semo dentro.
Al tempo, al culo e ai padroni, non si comanda.
Al tempo, ai matti e ai padroni non si comanda.
Altezza è mezza bellezza.
Altri tempi, altri costumi.
A mali estremi, estremi rimedi.
Ambasciator non porta pena.
Ambasciator non reca pena.
Amico mio cortese, secondo le entrate, fate le spese.
Amore di villeggiatura soltanto un mese dura.
Anche nei cenci piange il denaro.
Anche tra le spine nascono le rose.
Anno nevoso anno fruttuoso.
Anno nuovo vita nuova.
Aria rossa o la piscia o la soffia.
Arcobaleno, domani è sereno.
Asino di natura chi non sa legger la sua scrittura.
Assai domanda chi ben serve e tace.
Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno.
Arrivata la gloria svanisce la memoria
Attacca la capra alla vigna, quello che ha fatto la mamma fà la figlia.


Ultima modifica di Anja il Mer Ott 05, 2011 6:47 pm, modificato 1 volta
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:03 pm

B

Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bandiera vecchia onor di capitano.
Batti il ferro finché è caldo.
Bella vigna poca uva.
Bello in fasce brutto in piazza.
Bell'ostessa, conto caro.
Beni di fortuna passano come la luna.
Bisogna andare quando il diavolo è alla coda.
Bisogna fare buon viso a cattivo gioco.
Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
Bocca che tace mal si può aiutare.
Botte buona fa buon vino.
Botte piccola fa buon vino.
Brutta di viso, sotto il paradiso.
Brutto in fasce bello in piazza.
Buon sangue non mente.
Buon seme dà buoni frutti.
Buon vino fa buon sangue.
Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:07 pm


C

Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella.
Campa cavallo che l'erba cresce.
Can che abbaia non morde.
Can che abbaia non dorme.
Cane non mangia cane.
Carta canta e villan dorme.
Casa mia casa mia pur piccina che tu sia resti sempre casa mia.
Cavallo vecchio, tardi muta ambiatura.
Cavalier con quattro palle, il nemico ti è alle spalle.
Cavolo riscaldato e garzone ritornato, non fu mai buono.
Cavolo riscaldato, prete spretato, serva ritornata, fan la vita avvelenata.
Cento teste, cento cappelli.
Casa fatta e vigna sposa, non si paga quanto costa.
Cessato il guadagno, cessa l'amicizia.
Chi a credenza molte merci spaccia, un presto fallimento si procaccia.
Chi accarezza la mula, buscherà dei calci.
Chiacchiere di forno, perdenza di pane.
Chi ama me, ama il mio cane.
Chi ara terra bagnata, per tre anni l'ha dissipata.
Chi ben chiude, ben apre.
Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.
Chi ben comincia è a metà dell'opera.
Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.
Chi cento ne fa una ne aspetta.
Chi cerca trova e chi domanda intende.
Chi compra disprezza e chi ha comprato apprezza.
Chi ciuco si corica ciuco si ritrova.
Chi da gallina nasce convien che razzoli.
Chi di spada ferisce di spada perisce.
Chi di speranza vive disperato muore.
Chi dice donna dice danno.
Chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe.
Chi disprezza compra.
Chi compra sprezza.
Chi disprezza vuol comprare.
Chi domanda ciò che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe.
Chi cerca ciò che non dovrebbe, trova ciò che non vorrebbe.
Chi domanda non erra.
Chi domanda non fa errore.
Chi dorme d'agosto, dorme a suo costo.
Chi dorme non piglia pesci.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Chi è in difetto è in sospetto.
Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.
Chi fa altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.
Chi fa da sé fa per tre.
Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.
Chi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.
Chi fa più carezze che non suole, o t'ha gabbato o gabbar ti vuole.
Chi getta un seme l'ha da coltivare se vuol vederlo a tempo vegetare.
Chi ha bravo cuoco e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita.
Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.
Chi ha dentro l'amaro non può sputare dolce.
Chi ha farina non ha la sacca.
Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti.
Chi ha ingegno lo mostri.
Chi ha polvere spara.
Chi ha portata la tonaca puzza sempre di frate.
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Chi ha tutto il suo in un loco, l'ha nel fuoco.
Chi la dura la vince.
Chi la fa l'aspetti.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:08 pm

Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova.
Chi lava il capo a l'asino perde il ranno e 'l sapone.
Chi il vasto mare intrepido ha solcato, talvolta in piccol rio muore annegato.
Chi mal semina mal raccoglie.
Chi mal vive mal muore.
Chi mangia salato cade sempre malato.
Chi mena per primo mena due volte.
Chi mendica non sceglie.
Chi molto parla spesso falla.
Chi mordere non può, non mostri i denti.
Chi non risica non rosica.
Chi non sa fare insegna.
Chi non semina non raccoglie.
Chi non vuol stoppa arda, non l'accosti al fuoco.
Chi muore giace e chi vive si dà pace.
Chi nasce afflitto muore sconsolato.
Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.
Chi nasce tondo non muore quadrato.
Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.
Chi non comincia non finisce.
Chi non crede in Dio, crede nel diavolo.
Chi non ha testa abbia gambe.
Chi non ha testa abbia almeno buone gambe.
Chi non lavora non mangia.
Chi non mangia ha già mangiato.
Chi non mangia ha ben mangiato.
Chi non muore si rivede.
Chi non rìsica, non ròsica.
Chi non sa fare, non sa comandare.
Chi non sa tacere, non sa parlare.
Chi non semina non raccoglie.
Chi non stima altri che sé, è felice quanto un re.
Chi pecora si fa, lupo se la mangia.
Chi perde ha sempre torto.
Chi più ha più vuole.
Chi più ne ha più ne metta.
Chi più ne ha ne vuole.
Chi più sa meno crede.
Chi più spende meno spende.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:09 pm

Chi porta la moglie a ogni festa e il cavallo a bere a ogni fontana, alla fine dell'anno avrà il cavallo bolso e la moglie puttana.
Chi predica in diserto vi perde lo sermone.
Chi presta all'amico perde quello ed il denaro.
Chi presto parla, poco sa.
Chi prima arriva, meglio alloggia.
Chi prima va al mulino macina.
Chi prima nasce prima pasce.
Chi prima non pensa in ultimo sospira.
Chi ride degli altri ha molto da imparare.
Chi ride il venerdì piange la domenica.
Chi rompe paga e i cocci sono suoi.
Chi ruba poco ruba assai.
Chi sa fa e chi non sa insegna.
Chi sa fare fa e chi non sa fare insegna.
Chi sa il gioco non l'insegni.
Chi sa il trucco non l'insegni.
Chi scopre il segreto perde la fede.
Chi semina buon grano, ha poi buon pane.
Chi semina con l'acqua, raccoglie col paniere.
Chi semina vento, raccoglie tempesta.
Chi serba, serba al gatto.
Chi si accontenta gode.
Chi si attacca al poco, non esiterà a rubare molto.
Chi si aiuta Iddio l'aiuta.
Chi si assomiglia si piglia.
Chi si è scottato con l'acqua calda, ha paura anche di quella fredda.
Chi si fa i fatti suoi, campa cent'anni.
Chi si loda s'imbroda.
Chi si scusa si accusa.
Chi si vanta da solo non vale un fagiuolo.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:09 pm

Chi spera nell'altrui soccorso, mette il pelo più lungo (di quello) dell'orso.
Chi tace acconsente.
Chi tanto chi niente.
Chi troppo chi niente.
Chi tardi arriva male alloggia.
Chi tiene il letame nel suo letamaio, fa triste il suo pagliaio.
Chi troppo domanda, ha testa di matto.
Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente.
Chi troppo vuole nulla stringe.
Chi troppo stringe la corda, poi resta impiccato.
Chi trova un amico trova un tesoro.
Chi tutti sprezza, offende, insulta e sfida, pare che vada cercando uno che l'uccida.
Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
Chi va a Roma perde la poltrona.
Chi va alla piazza dei dolori torna a casa con i suoi.
Chi va al mulino s'infarina.
Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare.
Chi va piano va sano e va lontano.
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va incontro alla morte.
Chi va via perde il posto all'osteria.
Chi va dall'osto, perde il posto. (Il padrone è ritornato e il posto va ridato.)
Chi vince ha sempre ragione.
Chi vivra, vedrà.
Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d'agosto.
Chi vuol essere amato, divenga amabile.
Chi vuol far la contadina vesta il rosso col turchino.
Chi vuol impetrare, la vergogna ha da levare.
Chi vuole assai, non domandi poco.
Chi vuol di avena un granaio la sémini di febbraio.
Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.
Chi vuol pane meni letame.
Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
Chi vuol un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga uno solo.
Chi vuole i santi se li preghi.
Chi vuole vada e chi non vuole mandi.
Chiodo schiaccia chiodo.
Chiodo scaccia chiodo.
Chirurgo giovane e medico anziano.
Ciascun dal proprio cuor l'altrui misura.
Cielo a pecorelle acqua a catinelle.
Ciò che impari da giovane non dimentichi da vecchio.
Ciò che s'usa non fa scusa.
Col fuoco non si scherza.
Col nulla non si fa nulla.
Col pane tutti i guai sono dolci.
Con il tempo e con la paglia si maturano le sorbe.
Con le mani in mano non si va dai dottori.
Con il fuoco si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
Con le buone maniere si ottiene tutto.
Con tre dita si scrivono libri, ma ci lavorano anche corpo e anima.
Contadini, scarpe grosse e cervelli fini.
Contro la forza la ragion non vale.
Corno passeggero non distrugge amor sincero
Corpo satollo anima consolata.
Corpo sazio non crede a digiuno.
Cortesia schietta, domanda non aspetta.
Cosa fatta capo ha.
Cuor contento gran talento.
Cuor contento il ciel l'aiuta.
Cuor contento non sente stento.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:10 pm

D

D'amore non si muore.
Da cosa nasce cosa.
Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.
Dagli un dito e si prenderà un braccio.
Date a Cesare quel che è di Cesare.
Del prossimo anno chi l'entrata intacca, mangia il vitello in corpo della vacca.
Del senno di poi son piene le fosse.
Denari e santità la metà della metà.
Di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Di buoni proponimenti è lastricato l'inferno.
Dice il frumentone: tienmi largo, se vuoi che io ti carichi.
Dicono che è mercante anche chi perde, ma questo presto si ridurrà al verde.
Dieci soldi in più ma rosso.
Dietro al monte c'è la china.
Disgrazie e ombrelli sono più facili da portare quando sono degli altri.
Dio li fa e poi li accoppia.
Dio, se chiude una porta, apre un portone.
Dio manda il freddo secondo i panni.
Dio vede e provvede.
Disse il tarlo alla noce, dammi il tempo che ti foro.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Domandando si va a Roma.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
Donna al volante pericolo costante.
Donna al volante lumaca ambulante.
Donna barbuta, sempre piaciuta.
Donna baffuta, sempre piaciuta.
Donna nana, tutta tana.
Donna pelosa, donna virtuosa.
Donna ridarella, o santa o puttanella.
Donne e buoi dei paesi tuoi.
Donne e motori gioie e dolori.
Dov'è abbondanza di legna, vi è carestia di biade.
Dove andò la farina va il sacco.
Dove c'è gusto, non c'è perdenza.
Dove men si pensa rompe Po.
Dove non va acqua ci vuol la zappa.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:13 pm

E

È la donna che fa l'uomo.
È la gaia pioggerella a far crescer l'erba bella.
È meglio avere i pantaloni rotti nel culo che il culo rotto nei pantaloni.
È meglio avere in borsa che vivere di speranza.
È meglio essere capo di lucertola che coda di leone.
È meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora
Errare è umano, perseverare è diabolico.
Errare è umano, perdonare è divino.


F
Fa' quello che il prete dice, non quello che il prete fa.
Facile è criticare, difficile è l'arte.
Fai del bene e dimenticatene; fai del male e ricordatene.
Fare e disfare è tutto un lavorare.
Fatta la legge, trovato l'inganno.
Fatta la sposa, tutti la vogliono
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Finché va quel tanto che basta lascia stare che se no si guasta.
Fino alla bara sempre s'impara.
Fintanto che la bocca mangia e il culo rende, accidenti alle medicine e a chi le vende.
Fossi e capitagne benedicon le campagne.
Fuori pericolo ognuno è bravo.
Forte non è chi non cade mai, ma chi cadendo riesce a rialzarsi.
Forte non è chi non piange mai, ma chi piangendo riesce a sfogarsi.
Forbici, coltellini e accendini non sono per i bambini.
Fratelli coltelli, parenti serpenti.



G
Gallina che non razzola, ha razzolato.
Gallina vecchia fa buon brodo.
Gli sciocchi sono i primi a farsi sentire.
Gli uomini si incontrano e le montagne stanno ferme.
Goccia a goccia, s'incava la pietra.
Guarda te poi dirai a me.
Gobba a levante: luna calante, gobba a ponente: luna crescente.



H
Ha cento volte un uomo flemma e giudizio, alla centuna corre al precipizio.
Ho veduto assai volte un piccol male non rispettato, divenir mortale.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:15 pm

I

I figli sono pezzi di cuore.
I parenti sono come le scarpe: più stretti sono, più male fanno.
I vecchi devono, i giovani possono.
Il barbiere ti fa bello, il vino ti fa sangue e la donna ti fa fesso.
Il buon lavoratore rompe la cattiva annata.
Il bravo legale è cattivo vicino.
Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.
Il cane è il miglior amico dell'uomo.
Il concime fa il foraggio, ed il foraggio fa il concime.
Il contadino che vende letame compra pidocchi.
Il dare è onore, il chiedere è dolore.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Il domandare è senno, il rispondere è obbligo.
Il fieno fino non è per i somari.
Il freddo il gatto non lo mangia.
Il frutto non cade lontano dall'albero.
Il gioco è bello quando dura poco.
Il grano rado non fa vergogna all'aia.
Il lavoro nobilita l'uomo.
Il lupo non caca agnelli.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Il mattino ha l'oro in bocca.
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.
Il male peggiore sembra sempre quello che ci tocca.
Il matrimonio è la tomba dell'amore.
Il medico pietoso fa la piaga ulcerosa.
Il meglio è nemico del bene.
Il pane è la biada dell'uomo.
Il passato non va dimenticato, ma va accantonato.
Il peggior passo è quello dell'uscio.
Il pesce puzza dalla testa.
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.
Il sapere è di tutti.
Il silenzio è d'oro, la parola d'argento.
Il sole bacia i belli.
Il tempo è danaro.
Il tempo è evoluzione e maturazione.
Il ventre non ha orecchi.
Impara l'arte e mettila da parte.
In bocca chiusa non entrano mosche.
In campagna gode il metro.
In casa non c'è che un servo, e si chiama padrone.
In chiesa coi santi e in taverna con i ghiottoni.
In compagnia un prete prese moglie.
In un mondo di ciechi occhio di lince è quello con un occhio solo.
Innanzi alla virtù Dio ha messo il dolore.
I soldi vanno sempre dove ce n'è.
I miracoli non accadono due volte.
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Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:16 pm

L

Larga la foglia stretta la via non dir la tua che basta la mia
L'abito non fa il monaco.
L'acqua corre al mare.
L'acqua cheta rovina i ponti.
L'acqua di maggio inganna il villano, par che non piova e si bagna il gabbano.
L'acqua fa l'orto.
L'acqua fa marcire i pali.
L'acqua fa marcire la pancia e fa venire i vermi.
L'acqua fa venire le rane nella pancia.
L'acqua lontana non spegne il fuoco.
L'acqua non è fatta per sposarsi.
L'acqua non si rifiuta neanche al peggior nemico. (detto meridionale)
L'amico si riconosce nel momento del bisogno.
L'asino che ha fame mangia ogni strame.
L'amore è cieco.
L'amore e il naso rosso non si possono nascondere.
L'amore non è bello se non è litigarello.
L'anima dell'uomo non è un sacco da riempire, ma un fuoco da accendere.
L'apparenza inganna.
L'apparenza inganna e lo specchio mente.
L'appetito non vuol salsa.
L'appetito vien mangiando.
L'arcobaleno la mattina bagna il becco della gallina; l'arcobaleno la sera buon tempo mena.
L'assai basta e il troppo guasta.
L'eccezione conferma la regola.
La paglia vicino al fuoco brucia.
L'Epifania tutte le feste porta via.
L'erba del vicino è sempre la più verde.
L'erba "voglio" non cresce neanche nel giardino del re.
L'ignorante afferma, il saggio dubita, il sapiente riflette.
L'occasione fa l'uomo ladro.
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo.
L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.
L'ospite e il pesce dopo tre dì rincresce.
L'ozio è il padre di tutti i vizi.
L'uccello in gabbia canta per invidia o per rabbia.
L'unione fa la forza.
L'uomo ordisce e la fortuna tesse.
L'uomo per la parola e il bue per le corna.
L'uomo propone e Dio dispone.
L'uomo propone e la donna dispone.
L'uomo senza denari è un morto che cammina.
L'uovo sodo strozza il gallo
L'uso serve di tetto ai molti abusi.
La bella moglie non l'ottiene l'infingardo.
La calma è la virtù dei forti.
La classe non è acqua.
La coda è la più lunga da scorticare.
La contentezza viene dalle budella.
La corda troppo tesa si spezza.
La coscienza vale mille testimoni e per mille accusatori.
La credenza è un errore si perde il denaro e l'avventore.
La dieta ogni cosa quieta.
La fame caccia il lupo dal bosco.
La fame è cattiva consigliera.
La farina del diavolo va tutta in crusca.
La fortuna aiuta gli audaci
La fortuna è cieca.
La fortuna è cieca; ma la sfiga ci vede benissimo.
La fortuna non vuol fare anticamera.
La finzione poco vale per chi è del mestiere.
La fretta è cattiva consigliera.
La gatta frettolosa fa gattini ciechi.
La giraffa allunga il collo.
La goccia va sempre verso il mare.
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Re: PROVERBI italiani

Messaggio  Anja il Sab Ott 01, 2011 8:17 pm

Poi andremo avanti bowl
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