JOHANN WOLFGANG GOETHE

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JOHANN WOLFGANG GOETHE

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:31 pm


Johann Wolfgang Goethe


Nacque il 28 agosto 1749 a Francoforte Sul Meno da una facoltosa famiglia borghese di un consigliere imperiale. Si rivelò subito dotato di precoce genialità, imparando facilmente diverse lingue, e scrivendo per il teatro delle marionette (dove conobbe la leggenda del dottor Faust). A sedici anni si trasferì a Lipsia per studiare legge. Furono anni di intensa vita sociale e culturale; si interessò alla medicina, alle arti figurative e al disegno. Conobbe Kathchen Schonkopf, ma fu un breve idillio cui seguì un periodo di turbamento e agitazione.

Nel 1768 fece ritorno a Francoforte, a causa di una preoccupante affezione polmonare. In quel difficile periodo Goethe visse una crisi mistica di stampo pietistico che lo portò verso un aristocratico paganesimo e a conoscere Susanne von Klettenberg (alla quale si ispirerà nel "Meister" per il personaggio dell'"anima bella"). In quegli anni si interessò anche alla lettura di testi di alchimia e di esoterismo. Nel 1770, perfettamente ristabilito, si recò a Strasburgo per completare gli studi, incontrò e si innamorò di Friederike Brion, figlia del pastore protestante di Sesenheim.


La gioia e le tensioni di quell'amore, insieme alla partecipazione alla bellezza della natura, intesa come immediata vitalità, gli ispirarono alcune delle più belle liriche di quel periodo. Il senso di colpa che provò alla fine della relazione con Friederike diventerà, trasposto, quello di Faust verso Margherita.

Nel 1771, a Francoforte, Goethe scrisse il dramma "Gotz von Berlichingen" cavaliere dell'età della Riforma il cui ribellismo libertario esaltava i giovani scrittori dello Sturm und Drang. Di quegli anni sono anche i frammenti lirici di due drammi mai scritti, "Prometeo e Maometto", nei quali troviamo la coscienza orgogliosa della lotta e del dolore degli uomini e I'immagine della vita dell'umanità come acqua che scorre dalla sorgente al mare. Questo esaltante periodo di Goethe si espresse nella realizzazione di diversi inni; fra questi è il cosiddetto "Ciclo del viandante", terminato nel 1777, quando il poeta era già a Weimar, col "Viaggio d'inverno nello Harz".

A Wetzlar si innamorò di Charlotte Buff. Tornato a Francoforte, traspose quell'amore irrealizzabile nel romanzo "I dolori del giovane Werther". Il travolgente successo internazionale di quest'opera, e lo scandalo che suscitò, fecero di Goethe il dominatore incontrastato della scena letteraria tedesca dell'epoca. Entrò in rapporto con Klopstock, Lavater e i fratelli Jacobi, e si accostò al misticismo di Swedenborg e a Spinoza.

Un nuovo amore (Lili Schònemann) ispirò a Goethe altre liriche, il dramma "Clavigo" (da un episodio della autobiografia di Beaumarchais), che ha come protagonista la figura del fidanzato infedele, e "Stella", che affronta il tema della bigamia. Nel 1775, rientrato da un viaggio in Svizzera, ruppe anche questa relazione.

Nel periodo in cui ebbe l'incarico di precettore del diciottenne Karl August, duca di Weimar, si dedicò anche allo studio delle scienze, soprattutto mineralogia, botanica e ottica. Ebbe una relazione sentimentale ed intellettuale con Charlotte von Stein con cui scambiò un memorabile carteggio, ne educò il figlio e scrisse per lei molte fra le sue poesie più belle. In quegli anni Goethe continuò a lavorare al Faust e scrisse la prima versione del "Meister".

Ben presto però il suo carattere inquieto lo portò a trasferirsi in Italia. Si stabilì a Roma, visitando anche Napoli e Palermo. Alla ricerca di quell'immagine che perseguiva e che avrebbe rintracciato nella grecità e nella "naturalezza" italiana, a Roma sentì rinascere dentro di se la volontà poetica, il desiderio di scrivere versi sublimi che esprimessero le sensazioni che provava. Scrisse, diversi anni dopo: "Non mi dispiace affatto che il dottor Gottling parli dell'Italia con tale entusiasmo. So bene anch'io quale era allora l'animo mio! Sì, io posso dire che solamente a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo".
Tornerà ancora brevemente a Venezia nel 1790
Nel 1788 tornò a Weimar dove, separatosi da Charlotte, iniziò la sua vita con Cristiane Vulpius. Conobbe Schiller ed iniziò con lui uno straordinario sodalizio, improntato ad un recupero, soprattutto da parte di Goethe, di un nuovo e rinvigorito Classicismo. Insieme scrissero molti epigrammi polemici "Xenien", oltre ad articoli e saggi su varie riviste.

Nel 1809 pubblicò "Le affinità elettive" e cominciò la sua autobiografia "Della mia vita. Poesia e verità" pubblicata nel 1831. La lettura del "Divan", dello scrittore persiano Hafiz, gli ispirò le poesie del "Divano occidentale-orientale". Negli ultimi anni la sua creatività raggiunse livelli altissimi: oltre a scrivere numerose recensioni, e poesie, portò a termine il Meister e il Faust.
Morì a Weimar il 22 marzo 1832.
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Primavera per tutto l'anno

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:32 pm



L'aiuola già si gonfia
verso l'alto, più lieve,
le campanule oscillano
bianche come la neve.
Lo zafferano,
dispiega possenti fiamme,
germina di smeraldi
e germina come sangue.
Le primule, sfacciatelle,
di sé sono vaghe,
le viole maliziose
si celano ad arte.
Dovunque la vita
si muove e sussulta
ecco, è la primavera
che vive e pulsa.

Ma la fioritura
più ricca del giardino,
è il senso amorevole
dell'amore mio.
Avvampano sguardi
per me senza posa,
provocante canzone,
allietante parola.
Un cuore fiorito
e sempre aperto,
severo e amabile
e casto nello scherzo.
Se rose e gigli
l'estate porta,
con l'amore mio
vana è la lotta.
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Heidenröslein - Rosellina della landa

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:43 pm





Sah ein Knab ein Röslein stehn,
Röslein auf der Heiden,
War so jung und morgenschön,
Lief er schnell, es nah zu sehn,
Sah's mit vielen Freuden.
Röslein, Röslein, Röslein rot,
Röslein auf der Heiden.

Knabe sprach: "Ich breche dich,
Röslein auf der Heiden!"
Röslein sprach: "Ich steche dich,
Daß du ewig denkst an mich,
Und ich will's nicht leiden."
Röslein, Röslein, Röslein rot,
Röslein auf der Heiden.

Und der wilde Knabe brach
's Röslein auf der Heiden;
Röslein wehrte sich und stach,
Half ihm doch kein Weh und Ach,
Mußt es eben leiden.
Röslein, Röslein, Röslein rot,
Röslein auf der Heiden.






Vide un ragazzo una rosellina,
rosellina della landa,
era così giovane, bella come il mattino,
corse svelto per guardarla da vicino,
e la sua gioia fu tanta.
Rosellina, rosellina, rosellina rossa,
rosellina della landa.

Il ragazzo disse: "Ti coglierò,
rosellina della landa!"
Rosellina disse: "Io ti pungerò,
così che tu pensi sempre a me,
non subirò la tua bravata".
Rosellina, rosellina, rosellina rossa,
rosellina della landa.

E il rude ragazzo colse
la rosellina della landa;
la rosellina si difese e punse,
né ohi né ahi le valsero,
dovette subire e basta.
Rosellina, rosellina, rosellina rossa,
rosellina della landa.
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Presenza

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:44 pm



Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.

Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.

Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.

Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.

Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole!

Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.
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Re: JOHANN WOLFGANG GOETHE

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:46 pm


Sweet 19 maggio 2010 : 19:23:57


goethe l'ho approcciato leggendo "i dolori del giovane werther" circa 25 anni fa......
sarà che in quel periodo nn avevo testa, sarà che sono proprio gnucca, ma dopo essere arrivata a pagina 57 e dopo averla letta 3 volte senza averci capito una cippa, ho chiuso il libro e il mio rapporto con goethe, nn fa per me!!!!

queste poesie nn le conoscevo.....la rosellina della landa è proprio bruttina....l'ultima, invece, nn è male....

nella prima ho letto tre parole che mi hanno colpita, verso la fine dice: "Un cuore fiorito"......
a me è venuta in mente anja.....lei ha un cuore fiorito........sisisisisisisi
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Re: JOHANN WOLFGANG GOETHE

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:51 pm



Im Vorübergehn

Ich ging im Felde
So für mich hin,
Und nichts zu suchen,
Das war mein Sinn.

Da stand ein Blümchen
Sogleich so nah,
Daß ich im Leben
Nichts lieber sah.

Ich wollt es brechen,
da sagt es schleunig:
Ich habe Wurzeln,
Die sind gar heimlich.

Im tiefen Boden
bin ich gegründet;
Drum sind die Blüten
So schön geründet.

Ich kann nicht liebeln,
Ich kann nicht schranzen;
Mußt mich nicht brechen,
Mußt mich verpflanzen.



Mentre andavo

Andavo per i campi
così, per conto mio,
e non cercare niente
era quello che volevo.

E lì c'era un fiorellino,
subito lì, vicino,
che nella vita mai
ne vidi uno più bello.

Volevo coglierlo,
ma il fiore mi disse:
possiedo radici,
e sono ben nascoste.

Giù nel profondo
sono interrato;
per questo i miei fiori
son belli tondi.

Non so amoreggiare,
non so adulare;
non cogliermi devi,
ma trapiantare.
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Re: JOHANN WOLFGANG GOETHE

Messaggio  Anja il Mar Set 20, 2011 11:54 pm


Devo dire che le poesie di Goethe in lingua tedesca danno tutto un altro "sapore".
La traduzione non è il massimo...
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Re: JOHANN WOLFGANG GOETHE

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